Come risparmiare energia elettrica limitando la dispersione termica in casa

Il modo migliore per ridurre i propri consumi energetici, tagliando la spesa per il riscaldamento di casa, è quello di limitare la dispersione termica. Ecco qualche consiglio utile a riguardo.

Si è detto più volte come i primi passi verso la riduzione dei propri consumi energetici, e quindi verso un risparmio economico, implichino un intervento sulle proprie abitudini quotidiane e un’attenta valutazione delle offerte del mercato libero e  dei vantaggi offerti dalle fonti rinnovabili. Ma c’è un ulteriore (e più incisivo) aspetto da considerare con attenzione in questo discorso, in particolare relativamente al riscaldamento domestico: il problema della dispersione termica. Vediamo meglio di cosa si tratta e come intervenire, per risparmiare energia.

Come isolare meglio le nostre case, per limitare la dispersione termica

Ad appesantire quella che è generalmente la voce più onerosa delle bollette famigliari – il riscaldamento – spesso sono gli sprechi causati dalla dispersione termica.

Per risparmiare in casa sul riscaldamento quindi è fondamentale limitare le fughe di calore. Spesso, infatti, non sono tanto le abitudini sbagliate a fare lievitare la bolletta, quanto le condizioni strutturali della nostra abitazione. Pareti “fredde”, spifferi e infissi obsoleti potrebbero rivelarsi i principali colpevoli in questo senso, lasciando scappare all’esterno molto del calore prodotto dalle nostre caldaie. Laddove possibile, dunque, sarebbe utile cambiare gli infissi o mettere cappotti termoisolanti.

Se a frenare è l’idea di un investimento economico troppo oneroso, è bene tener presente che la spesa si tradurrà in un risparmio a lungo termine e in un aumento di comfort. Disperdere meno, significa, infatti, risparmiare energia, produrre meno CO2 e tagliare i costi in bolletta.

Isolare conviene. Gli incentivi e il bonus facciata

Gli edifici rappresentano un terzo dei consumi energetici nazionali. Per questo motivo lo Stato prevede detrazioni importanti per interventi di riqualificazione energetica, che arrivano anche al 90% della spesa, grazie al bonus facciata presente nella Legge di bilancio 2020.

La mossa da fare è quindi verificare i meccanismi economici e finanziari previsti dalla legge, che spesso coprono parte dell’investimento, anche tramite l’intervento di società esterne.

Consigli fai da te per isolare meglio le case

Prima ancora di cambiare gli infissi o fare interventi più impegnativi, è bene sapere che esistono anche strategie davvero semplici da adottare per ridurre la dispersione termica:

  • sigillare le fessure con il silicone e chiudere gli spifferi con strisce adesive in gomma
  • sostituire le guarnizioni di serramenti e porte, che col tempo tendono a perdere la loro elasticità, e fare una corretta manutenzione degli infissi (pulizia e registrazione)
  • usare i paraspifferi sui davanzali e sotto le porte
  • applicare fogli isolanti e riflettenti dietro i termosifoni per aumentarne l’efficienza
  • adottare una strategia più efficace per il ricambio d’aria degli ambienti, ad esempio evitare di tenere le finestre socchiuse per molto tempo ma piuttosto aprirle completamente su due lati della casa differenti per aumentare la corrente d’aria per poco tempo
  • installare dei sistemi di ricambio d’aria con recupero di calore sulla parete e matenere chiuse le finestre
  • quando c’è il sole, aprire le tende per sfruttare l’irraggiamento solare

Cosa può fare un professionista

Ci sono poi soluzioni molto più interessanti che richiedono l’intervento di un professionista e di un’impresa specializzati, ma che riducono notevolmente le dispersioni aumentando il comfort dell’ambiente. Ad elencarceli (in modo semplice e sintetico) è l’ingegner Stefano Benedetti, esperto dell’Anit (Associazione Nazionale Isolamento Termico e Acustico):

  1. La già citata sostituzione dei serramenti (in questo caso le procedure sono semplificate e spesso è il fornitore stesso che si occupa di tutto).
  2. L’isolamento della copertura, che in media è responsabile del 30% delle dispersioni di un edificio. Si può isolare dall’esterno sotto le tegole, oppure dall’interno con controsoffitti e materiali isolanti. Si possono isolare sia tetti in legno che in laterocemento. In caso di sottotetto non abitabile risulta molto semplice e conveniente isolare il pavimento anche con materiali posati o spruzzati direttamente sul solaio.
  3. L’isolamento delle pareti si può eseguire dall’esterno, con un sistema a cappotto, che se posato correttamente ha una vita utile di decine di anni, è molto efficace e “tiene al caldo i muri” evitando sgradevoli formazioni di muffa e sfruttando l’inerzia della parete stessa per garantire un comfort continuo anche quando il riscaldamento è spento.
  4. Quando non è possibile intervenire dall’esterno, si può insufflare del materiale isolante sfuso direttamente nell’intercapedine ottenendo ottimi risultati con un intervento semplicissimo. Si eseguono dei fori dall’interno nel muro e, dopo aver ispezionato con delle piccole videocamere, si procede con lo spruzzare del materiale fino a completo riempimento.
  5. Infine, l’isolamento dall’interno prevede o l’incollaggio di materiali isolanti o la realizzazione di vere e proprie pareti “a secco” cioè senza mattoni e malta, ma con strutture di acciaio e lastre in cartongesso e affini, con l’interposizione di materiale isolante.

In tutti i casi per ottenere un buon isolamento si deve isolare con parecchi centimetri; esistono dei limiti di legge in funzione della zona climatica dove si effettua l’intervento. Mediamente dove fa caldo servono pochi cm, fino ad arrivare a 15-20 cm nelle zone più fredde. È opportuno che i calcoli, il progetto e le relazioni di legge vengano realizzate da un professionista.

I materiali da utilizzare sono svariati, da quelli cellulari in polistirolo o poliuretano, fino alle fibre di poliestere e alle lane minerali, passando per materiali a base lignea come la fibra di legno ecc. Non esiste il materiale migliore in assoluto, ma solo quello più adatto alle proprie esigenze.

I risparmi ottenibili sono notevoli. Riqualificare termicamente l’esistente comporta una riduzione delle dispersioni che può arrivare anche fino al 90%, con evidenti vantaggi per il comfort interno, per il portafoglio e per l’ambiente.

Articolo a cura di: Alice Zampa
Fonti: anteritalia

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